FTX Dichiara bancarotta: cosa succede nel mondo crypto?

Nella scorsa settimana il mondo delle Criptovalute è andato in subbuglio a causa della bancarotta di FTX, uno dei più grandi exchange esistente al mondo.

Sam Bankman-Fried, fondatore e AD della società di criptovalute oltre a dichiarare bancarotta chiedendo l’attivazione delle tutele previste dal Chapter 11 dell’Us Bankruptcy Code ha anche rassegnato le sue dimissioni con John J. Ray III che ha preso il suo posto. Un nome di certo non preso per caso dato che Ray III ha lavorato anche nella ristrutturazione societaria di Enron.

Nella dichiarazione di fallimento FTX ha indicato di avere più di 100 mila creditori con attività e passività comprese tra i 10 e i 50 miliardi e, come era facile da prevedere, in base a questi numeri si è scatenato un vero e proprio terremoto. 

Infatti, con questo annuncio i bitcoin hanno perso il 5,71% del proprio valore, crollando a 16.791 dollari rispetto ai 68.000 del 2021, ed i (ormai ex) clienti della società con sede alle Bahamas, non possono prelevare più i propri fondi bruciando così tutti gli inviestimenti di decine e decine di miliardari che hanno voluto immergersi nel mondo delle criptovalute.

Le conseguenze del fallimento di FTX

L’11 Novembre 2022 è stato un giorno che potenzialmente può stravolgere il mondo delle criptovalute a causa della dichiarazione di bancarotta di FTX.

La situazione per la società di Bankman-Fried si è letteralmente capovolta nel giro di 48 ore, quando Sequoia Capital, principale investitore esterno di FTX ha ritirato il proprio impegno.

Sequoia Capital infatti aveva investito in FTX 213,5 milioni di dollari facendo valutare la società di Bankman-Fried circa 425 milioni, ma nella giornata di Mercoledì 9 Novembre la società gestita da Doug Leone, Neil Shen e Michael Mortiz ha valutato le sue azioni a zero dollari, di conseguenza due giorni dopo è arrivato l’annuncio del fallimento di FTX.

Diverse fonti (compreso Pitchbook ndr) hanno affermato che oltre ai miliardari di Sequoia bisogna aggiungere almeno altri 17 che hanno perso tutti i loro investimenti fatti con FTX.

Oltre a decine di miliardari e altre persone che hanno investito con la società con sede alle Bahamas, ad averne la peggio sono senz’altro gli ex dipendenti di FTX, infatti stando a Forbes (dove Bankman-Fried aveva condiviso la tabella di capitalizzazione) la quota di azioni delle persone interne all’azienda raggiungeva il 3% in più di quella di qualsiasi investitore esterno per un valore di circa 950 milioni di dollari.

Cosa ci insegna questo accaduto nel mondo delle Cryptovalute?

Questo fallimento conferma che il mondo delle Criptovalute, seppur in grande voga, è ancora molto fragile tanto che lo stesso Samuel Bankman-Fried qualche mese fa aveva dichiarato:

“Il nostro modello di profitto è come una scatola da decorare per farla sembrare un protocollo che cambia la vita, che rimpiazzerà tutte le grandi banche nel giro di 38 giorni o qualcosa del genere […] qualsiasi cosa di buono che uscirà da questa scatola apparterrà a chi ha comprato i token.

Riconosco che non è del tutto chiaro che questa cosa debba avere una capitalizzazione, ma empiricamente dico che una capitalizzazione ce l’ha”.

Con il passare dei giorni, l’agenzia Reuters i fondi investiti su FTX continuavano a sparire nel nulla arrivando a cifre faraoniche come circa 2 miliardi di dollari persi (fino ad oggi).

Tutto questo perché dall’11 Novembre (giorno del fallimento) si sono verificate delle anomalie durante lo spostamento degli asset digitali nei Cold Storage, cioè i portafogli cripto non collegati ad internet.

Ovviamente tutto ciò ha scatenato l’ira dei clienti di FTX cosa che ha allertato anche il governo USA con il segretario al tesoro Janet Yellen che per evitare una vera e propria crisi dell’industria c’è un’urgente esigenza di inserire regole per rafforzare il settore.

Naturalmente anche l’Italia non è esente dalle conseguenze della bancarotta della società di Bankman-Fried, infatti Milano Finanza ha fatto notare che sul canale telegram di FTX sono presenti più di 5.000 membri (investitori ndr) che potrebbero essere tra quelli che hanno visto sparire nel nulla tutti i loro risparmi in criptovalute, anche se a causa dell’uso di nomi fittizi e acronimi, particolarità di tutta la community cripto non è possibile stabilire un numero reale di utenti.

Tuttavia, questo crollo dei bitcoin, sommato alla bancarotta di FTX, il numero di investitori (miliardari e non) che hanno perso tutti i loro risparmi rimane comunque molto alto.

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