Silvio Berlusconi, come ha rivoluzionato la comunicazione

Lo scorso 12 Giugno, Silvio Berlusconi, senatore, magnate della tv, imprenditore ed ex presidente del consiglio italiano è morto a 86 anni a seguito della sua battaglia contro la leucemia.

Applaudito, criticato, amato e odiato, Berlusconi, nel corso degli anni è senz’altro una figura che ha segnato la storia del nostro paese, sia politica che a livello imprenditoriale.

Un aspetto che il Cavaliere ha cambiato radicalmente in questi ultimi 30 anni è stata senz’altro la comunicazione dove, per certi versi ne è stato anche un pioniere ridisegnando e sperimentando vari metodi di linguaggio, a partire dalla sua discesa in politica nel 1994 dove ha saputo trasformare il suo pubblico (Mediaset ndr) nel suo elettorato.

Da “l’Italia è il paese che amo” all’arrivo sui social: i passi di Silvio Berlusconi nel mondo della comunicazione

L’Italia è il paese che amo”, questa è una delle tante frasi rimaste nella storia dette da Silvio Berlusconi, che lo hanno fatto diventare colui che in questi anni ha letteralmente rivoluzionato il mondo della comunicazione.

Come presidente e fondatore della Fininvest, che nel 1976, con l’acquisto di Telemilano iniziò la cavalcata nel mondo della televisione con Mediaset, Berlusconi riuscì a portare per primo il mondo della tv in politica, grazie ad una scelta lessicale mirata alla sfera sentimentale che cambiò radicalmente tutte le modalità di fare propaganda sia nel bene che nel male.

Già nel 1994 si rese conto come internet avesse un potenziale illimitato come strumento di comunicazione, e nel Febbraio dell’anno successivo lanciò il suo primo sito web diventando il secondo partito italiano online dopo i radicali, ma che diventò già il più influente grazie ad un ossessivo aggiornamento di contenuti che avveniva ogni giorno.

La sua evoluzione comunicativa non si è mai fermata, aggiornandosi costantemente nel corso degli anni, dal milione di posti di lavoro, dal milione di lire per le pensioni (diventati 1000 euro con l’arrivo della nuova moneta) fino alla svolta green con gli alberi da piantare nel 2023, ma soprattutto con la realizzazione del “miracolo italiano”.

Oltre ai discorsi politici, non si possono non menzionare le barzellette, le innumerevoli battute, la famosa bandana e gli inni dei suoi partiti che lo fecero diventare un’icona pop di inizio anni 2000 che oltre a moltissime critiche, gli permise di fidelizzare ancor di più i suoi elettori/estimatori.

Silvio Berlusconi, come ha rivoluzionato la comunicazione, un uomo sempre al centro dell’attenzione

La sua capacità di tenere l’attenzione su di se in una maniera quasi ipnotica, grazie alle sue doti sceniche, Silvio Berlusconi è riuscito sempre a stare al centro dell’attenzione anche nei momenti più difficili della sua vita, come quando fu coinvolto nella varie inchieste.

Il 2009 invece è un anno estremamente importante per Silvio Berlusconi e per la sua strategia comunicativa, in quanto fece il suo approdo nel mondo dei social network con Facebook, seguito nel 2016 da Instagram e 2017 da Twitter, una scelta strategica che rivoluziono (di nuovo) il suo partito di Forza Italia.

Questa scelta consentì a Berlusconi di mantenere un contatto costante sia con i suoi sostenitori che con i suoi detrattori in quanto analizzata attentamente tutti i tipi di commenti (soprattutto dagli ex elettori) per capire a pieno l’opinione pubblica e reagire così di conseguenza.

La voglia di sperimentare non si fermò neanche nei suoi ultimi anni di vita, come l’arrivo su TikTok lo scorso anno. Berlusconi però non si adattò alle tendenze del momento, ma decise di esplorare il social a suo modo per comprendere il potenziale della nuova forma di comunicazione di questi anni. 

Esperimento apparentemente riuscito dato che anche in questi mesi in cui ha dovuto combattere contro la malattia che lo avrebbe fatto morire lo scorso 12 Giugno, molti suoi fan hanno continuato a pubblicare le sue barzellette, battute al limite del politicamente corretto e infiniti aneddoti che nel bene e nel male rimarranno per sempre nella mente di milioni di italiani.

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